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Dopo la vittoria di due anni fa, José Eduardo Agualusa è di nuovo nella long-list dell’Independent Foreign Fiction Prize con il romanzo As mulheres do meu pai, tradotto in inglese da Daniel Hahn (My Father’s Wives). A maggio sapremo se Agualusa sarà di nuovo l’autore del mio romanzo straniero pubblicato in Inghilterra.
La Nuova Frontiera pubblicherà nei prossimi mesi l’edizione italiana di questo nuovo, straordinario, romanzo dell’autore de Il venditore di passati.
Continua il grande successo di José Eduardo Agualusa negli Stati Uniti. Il venditore di passati – dopo aver vinto lo scorso anno The Independent Foreign Fiction Prize come miglior romanzo straniero pubblicato in Inghilterra – è ora entrato nella lista dei 25 migliori romanzi tradotti e pubblicati negli Stati Uniti nel 2008. Tra i finalisti, insieme ad Agualusa (The book of chameleons), ci sono José Saramago (Death with interruptions), António Lobo Antunes (What can I do when everything’s on fire), il nostro Horacio Castellanos Moya (Senselessness) e Imre Kertesz (Detective story). La short-lista sarà annunciata il 27 gennaio e il vincitore il 19 febbraio.
Siamo felici di annunciare ai nostri lettori che il romanzo Il canonico di António M. Pires Cabral ha appena vinto la XIV edizione del “Grande Prémio de Literatura DST”. Secondo i giurati, il romanzo di Pires Cabral si caratterizza per “personaggi di grande complessità interiore” e per “un assoluto dominio da parte dell’autore dei meccanismi narrativi”. La Nuova Frontiera pubblicherà l’edizione italiana de Il canonico nella prossima Primavera.
La Nuova Frontiera ha avviato una collaborazione con la rivista Ler, il più prestigioso mensile culturale portoghese. Da Novembre, quindi, pubblicheremo sul nostro blog notizie e articoli tratti dalla rivista rinnovata e diretta con grande successo dal nostro Francisco José Viegas. Se volete tenervi informati su quanto succede nel mondo culturale portoghese, teneteci d’occhio!
Il keniano Ngugi wa Thiong’o, il nigeriano Ben Okri e il giovano angolano Ondjaki sono i vincitori della I edizione del Premio Grinzane for Africa. Il premio nasce con l’intento di celebrare ogni anno scrittori africani affermati a livello mondiale e di segnalare giovani autori che si stanno affacciando sulla scena internazionale, rendendo possibile la pubblicazione di una loro opera tradotta in Italia. La cerimonia di Premiazione si svolgerà il 24 ottobre 2008 nella sede dell’Uneca ad Addis Abeba e sarà preceduta, il 23 ottobre, da un convegno, che si terrà presso l’Istituto di Cultura italiana, dal titolo “Time for Africa. The Kaleidoscope of African Literature”, sul rapporto tra il mondo della letteratura italiana e l’Africa con la partecipazione della scrittrice camerunense francofona Werewere Liking, la scrittrice ruandese Scholastique Mukasonga, gli scrittori etiopi Wondesen Adane, Sahle Sellassie Berhane Mariam e Sisay Negussu e di Paolo Di Stefano, Luca Doninelli, Claudio Gorlier, Giovanni Porzio e i vincitori Ngugi wa Thiong’o, Ben Okri e Ondjaki.
La Nuova Frontiera ha pubblicato uno splendido racconto di Ondjaki, Cuore di maiale, nell’antologia Lusofônica. La nuova narrativa in lingua portoghese ed è lieta di annunciare ai suoi lettori questo importante riconoscimento internazionale per una delle voci più originali della letteratua angolana.
A Lisbona ieri è finita la Feira do Livro. L’edizione di quest’anno sarà ricordata soprattutto per la polemica tra gli editori indipendenti e il nuovo gruppo editoriale LEYA (che nel giro di pochi mesi ha raggrupato sotto un’unica sigla nomi storici dell’editoria portoghese come Dom Quixote, Texto, Caminho, ASA e Pergaminho) sulle dimensioni degli stand. La LEYA, per la prima volta, ha preteso (e, in parte, ottenuto) stand più grandi e diversi, violando così il principio di uguaglianza che da sempre vige nelle due settimane della feira del parco Eduardo VII. Per settimane sulla questione sono corsi fiumi di inchiostro e l’inizio della fiera è stato anche posticipato di un paio di giorni. Alla fine si è arrivati a un compromesso che ha rimandato la questione all’anno prossimo. Polemiche a parte, i nostri autori sono stati, come sempre, i veri protagonisti: Agualusa, Viegas e Peixoto hanno più volte incontrato i loro lettori – autografando esemplari dei loro romanzi o semplicemente scambiando quattro chiacchiere con chi da anni li legge – e Germano Almeida, approfittando del fatto che Capo Verde era il paese ospite, ha preso parte a più di un incontro. Peccato che Paulina Chiziane non sia potuta venire a Lisbona perché il suo ultimo romanzo – che La Nuova Frontiera pubblicherà presto – in Portogallo sta avendo un grande successo. Si è visto anche Saramago che, di passaggio per Lisbona, oltre a litigare a distanza con Lobo Antunes (leggete, se volete, i primi due numeri della rinnovata revista LER, ora diretta da Francisco José Viegas, per avere un’idea di quanto si detestino i due Grandi della letteratura portoghese), ha dichiarato al “Público” che “mai come oggi è evidente quanto Marx avesse ragione”. Il resto del paese, però, in preda a una delirante euforia calcistica, non pensa a Marx ma alla nazionale tedesca che potrebbe essere un ostacolo insormontabile per la nazionale portoghese. Bandiere ovunque e caroselli a ogni vittoria accompagnano le partite di Cristiano Ronaldo & Co. Nel frattempo, venerdì scorso si sono festeggiati contemporaneamente tanto Santo António (patrono di Lisbona) che i 120 anni dalla nascita di Fernando Pessoa. Per ricordare il poeta, sono state organizzate alcune iniziative: a praça do Comércio un curioso concerto hip hop di rapper portoghesi che hanno messo in musica i versi del poeta di Tabacaria e alla Casa Fernando Pessoa una serie di incontri organizzati da Jeronimo Pizarro che continueranno fino a luglio. Auguri, quindi, Fernando! e, per chiudere, ecco l’ultimo inedito pessoano, un Caeiro scovato pochi giorni fa fra le sue carte nella trascrizione proposta da Pizarro:
Gosto do céu porque não creio que elle seja infinito.
Que pode ter comigo o que não começa nem acaba?
Não creio no infinito, não creio na eternidade.
Creio que o espaço começa numa parte e numa parte acaba
E que agora e antes d’isso ha absolutamente nada.
Creio que o tempo tem um princípio e tem um fim,
E que antes e depois d’isso não havia tempo.
Porque ha de ser isto falso? Falso é fallar de infinitos
Como se soubessemos o que são de os podermos entender.
Não: tudo é uma quantidade de cousas.
Tudo é definido, tudo é limitado, tudo é cousas.





