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Riso con baccalà
cucinato per Ramiro, ascoltando un bolero, in Lontano da Manaus
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Ingredienti:
- 2 tranci di baccalà
- 1 peperone verde
- 1 peperone rosso
- riso q.b.
- 2 peperoncini
- 2 foglie d’alloro
- 1 ciuffo di prezzemolo
- cipolla, aglio, olio e sale
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Scottate due tranci di baccalà per non più di tre minuti e conservate l’acqua di cottura. Sfilettate il pesce. Preparate un soffritto con cipolla tritata e quattro spicchi d’aglio.
Spellate e togliete i semi a tre pomodori abbastanza grandi e maturi, tagliateli a pezzi e aggiungeteli al soffritto insieme a mezzo peperone verde e mezzo peperone rosso. Lasciate cuocere il tempo necessario. A questo punto, versate sul soffritto l’acqua di cottura del baccalà e, quando bolle, aggiungete il pesce, i due mezzi peperoni avanzati tagliati a pezzi, il riso, due peperoncini, due foglie d’alloro, un ciuffo di prezzemolo e non troppo sale. Coprite e lasciate cuocere. Servite in tavola accompagnato da un buon vino bianco, possibilmente gallego.
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Riso con sardine
cucinato per Filipe mentre l’ispettore lo mette al corrente del caso, in Un cielo troppo blu
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Ingredienti:
- Sardine q.b.
- 1 peperone rosso
- 1 pomodoro
- riso q.b.
- 2 foglie di menta
- olive nere
- un ciuffo di prezzemolo
- olio, sale, cipolla e aglio
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Dopo aver spinato e spellato le sardine, stendete i filetti sopra un tagliere di legno e conditeli appena con sale e peperoni tritati. Nel frattempo lavate il riso e in una ciotola tritate prezzemolo, due foglie di menta, uno spicchio d’aglio e qualche oliva nera. In un tegame di coccio fate bollire l’acqua con olio, cipolla, aglio, alloro, pomodoro, mezzo peperone rosso e sale. Quando bolle, versate il riso e coprite il tegame. A metà cottura, aggiungete le sardine. In fine, aggiungete il trito di spezie, olio e aglio e lasciate riposare nel tegame. Dopo qualche minuto sarà pronto per essere servito, accompagnandolo magari con un rosè fresco.
“No, non siamo sposati. Diciamo che conviviamo, beh, non proprio: abitiamo nello stesso palazzo, io al piano di sopra, lui al piano di sotto, ci separano tre rampe di scale. Non so se riusciremmo a vivere insieme, soprattutto perché lui russa, russa terribilmente, specialmente dopo che ha mangiato pesante e ha bevuto parecchio, cosa che non succede di rado. E quando è così, io batto in ritirata e salgo a casa mia. Ma non mi lamento, non di questo almeno: mi lamento del suo letto che cigola e del fatto che non facciamo mai una bella vacanza con tutti i crismi. Vorrei andare a Cuba quest’anno, forse sono riuscita a convincerlo, m’è parso rassegnato. No, niente di nostalgico: una cosa rapida, niente Fidel, niente Che, niente barbe lunghe. Anche se infondo lo so che lui è stato comunista, e che a volte pensa a Cuba, al mondo dall’altra parte dell’oceano. Beh, io no. Io voglio il mare blu, il sole e distese di sabbia. E stavolta mi metto a dieta, sì, lo faccio! E chissà che non convinca anche lui…” Rosa



