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Mi chiamo Jaime Ramos e sono un ispettore della polizia giudiziaria di Porto. Sono nato in un piccolo paese nel Trás-os-Montes, la regione più povera e più bella del Portogallo. Gli avvenimenti della mia vita che mi hanno segnato di più, però, sono successi durante la guerra coloniale, in Guinea Bissau, quando non sapevo se il giorno dopo sarei stato ancora vivo. Questa incertezza mi ha insegnato ad apprezzare di più la vita e i suoi miracoli. Continuo a farlo, anche oggi, passati trent’anni da quella rivoluzione che i portoghesi della mia generazione hanno fatto un 25 aprile di tanto tempo fa, solo che adesso sono convinto che i miracoli resistono al tempo solo quando sono intimi, passeggeri e fugaci. A pensarci bene, tutte le mie passioni si devono al fatto che non ho mai dimenticato il dovere fondamentale di essere scettici e di ridere.

Metto qui sotto una bella recensione apparsa su TimeOut di New York. Protagonista dell’articolo, Félix Ventura e il suo “venditore di passati“, The book of Chameleons nell’edizione americana. Buona lettura.

How to describe José Eduardo Agualusa, the young, award-winning Angolan author of The Book of Chameleons? An African Kafka? A more tropical Borges? Like the Mozambican writer Mia Couto, he blends elements of Latin American–style magic realism with political satire. He’s a genre-shifter, an iconoclast and one of the most inventive new voices coming from Africa today. Just consider this new novel: Narrated by a gecko, it’s a book of both energetic ideas and thrillerlike drama.

The main character, Félix Ventura, is a man very much in demand with Angola’s newly rich—the various “businessmen, ministers, landowners, diamond smugglers, generals” and others out to take advantage of the boom after decades of civil war. It’s his job to reinvent their personal histories and retouch their brutal pasts in order to brighten their future. His motto is “Give your children a better past,” and his career allows Agualusa to cleverly tease out the themes that drive the book: the elasticity of memory and history, and the power of personal and national identities to become self-perpetuating myths. Angola, “a fantasy country,” reimagines itself daily.

But don’t think for a moment this is an arid, overly cerebral text. The book springs to life in short, eccentric vignettes, mostly told from the ceiling-eye view of Eulalio, a gecko who appears to be the reincarnation of a famous, Borges-like writer. This lizard quietly watches as Felix becomes entangled with his nefarious clients, who include a mysterious photojournalist and a former government Marxist who now lives underground. Not surprisingly, none of them will be able to entirely transform themselves enough to escape the violent secrets of their pasts.

A Lisbona ieri è finita la Feira do Livro. L’edizione di quest’anno sarà ricordata soprattutto per la polemica tra gli editori indipendenti e il nuovo gruppo editoriale LEYA (che nel giro di pochi mesi ha raggrupato sotto un’unica sigla nomi storici dell’editoria portoghese come Dom Quixote, Texto, Caminho, ASA e Pergaminho) sulle dimensioni degli stand. La LEYA, per la prima volta, ha preteso (e, in parte, ottenuto) stand più grandi e diversi, violando così il principio di uguaglianza che da sempre vige nelle due settimane della feira del parco Eduardo VII.  Per settimane sulla questione sono corsi fiumi di inchiostro e l’inizio della fiera è stato anche posticipato di un paio di giorni. Alla fine si è arrivati a un compromesso che ha rimandato la questione all’anno prossimo. Polemiche a parte, i nostri autori sono stati, come sempre, i veri protagonisti: Agualusa, Viegas e Peixoto hanno più volte incontrato i loro lettori – autografando esemplari dei loro romanzi o semplicemente scambiando quattro chiacchiere con chi da anni li legge – e Germano Almeida, approfittando del fatto che Capo Verde era il paese ospite, ha preso parte a più di un incontro. Peccato che Paulina Chiziane non sia potuta venire a Lisbona perché il suo ultimo romanzo – che La Nuova Frontiera pubblicherà presto – in Portogallo sta avendo un grande successo. Si è visto anche Saramago che, di passaggio per Lisbona, oltre a litigare a distanza con Lobo Antunes (leggete, se volete, i primi due numeri della rinnovata revista LER, ora diretta da Francisco José Viegas, per avere un’idea di quanto si detestino i due Grandi della letteratura portoghese),  ha dichiarato al “Público” che “mai come oggi è evidente quanto Marx avesse ragione”. Il resto del paese, però, in preda a una delirante euforia calcistica, non pensa a Marx ma alla nazionale tedesca che potrebbe essere un ostacolo insormontabile per la nazionale portoghese. Bandiere ovunque e caroselli a ogni vittoria accompagnano le partite di Cristiano Ronaldo & Co. Nel frattempo, venerdì scorso si sono festeggiati contemporaneamente tanto Santo António (patrono di Lisbona) che i 120 anni dalla nascita di Fernando Pessoa. Per ricordare il poeta, sono state organizzate alcune iniziative: a praça do Comércio un curioso concerto hip hop di rapper portoghesi che hanno messo in musica i versi del poeta di Tabacaria e alla Casa Fernando Pessoa una serie di incontri organizzati da Jeronimo Pizarro che continueranno fino a luglio. Auguri, quindi, Fernando! e, per chiudere, ecco l’ultimo inedito pessoano, un Caeiro scovato pochi giorni fa fra le sue carte nella trascrizione proposta da Pizarro:

Gosto do céu porque não creio que elle seja infinito.
Que pode ter comigo o que não começa nem acaba?
Não creio no infinito, não creio na eternidade.
Creio que o espaço começa numa parte e numa parte acaba
E que agora e antes d’isso ha absolutamente nada.
Creio que o tempo tem um princípio e tem um fim,
E que antes e depois d’isso não havia tempo.
Porque ha de ser isto falso? Falso é fallar de infinitos
Como se soubessemos o que são de os podermos entender.
Não: tudo é uma quantidade de cousas.
Tudo é definido, tudo é limitado, tudo é cousas.

A partire da oggi, abbiamo aperto uno spazio su youtube dove caricheremo i video, le interviste e qualsiasi altra cosa riguardi i nostri autori. Questo è il link, per ora ci troverete solo due interviste/letture di Sandra Cisneros, tra poco sarà on line anche la presentazione che abbiamo fatto da Griot con José Eduardo Agualusa.

Ciao

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